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Africa
Fonte: www.bbc.co.uk
Data: 07.12.05
Gli scienziati hanno identificato un significativo cambiamento climatico che colpì l’Africa attorno a 70,000 anni or sono, che potrebbe avere cambiato il corso della storia umana.
Le evidenze derivano da sedimenti prelevati dal letto del Lago Malawi e Tanganika nell’est dell’Africa, e dal Lago Bosumtwi in Ghana, e mostrano che l’Africa equatoriale sperimentò un prolungato periodo di siccità.
E’ possibile, sostengono gli scienziati, che questa sia stata la ragione per cui alcuni dei primi umani lasciarono l’Africa per popolare il globo.
Certamente, coloro che rimasero sul continente a quel tempo, debbono essere stati ricchi di risorse per sopravvivere in simili condizioni.
“La siccità
ebbe un impatto profondo sul territorio” ha dichiarato Christopher Scholz,
della Siracuse University, USA
“producendo
condizioni estremamente difficoltose per la sopravvivenza di tutte le specie
animali nell’Africa equatoriale di quel tempo.”
Il Dr Scholz ha presentato le analisi dei campioni di terra al Meeting Autunnale dell’Unione Geofisica Americana.
I campioni rivelano che prima di 78,000 anni or sono, il Lago Marawi – attualmente un mare interno di profondità compresa tra 550 km e 700 m – era ridotto ad un gruppo di bacini di non più di 10 km di ampiezza e 200 m di profondità.
In condizioni ancora peggiori, il Lago Bosumtwi. Attualmente ampio 10 km, e di origine meteorica, perse tutte le sue acque.
Solo una siccità diffusa per il continente potrebbe avere prodotto effetti simili.
Quel che rende la datazione così affascinante, è che si lega all’”Ipotesi della Vigilia” dell’evoluzione umana.
Studi genetici suggeriscono che la società dei moderni umani discese da un gruppo di circa 10,000 individui che viveva nell’Est dell’Africa al tempo di questa crisi.
Immediatamente dopo la sua fine, la popolazione umana iniziò ad espandersi rapidamente – e molti dei nostri antenati si spostarono fuori dall’Africa, in Medio Oriente, Asia ed Europa.
Gli
scienziati sono sempre più convinti che eventi catastrofici nel nostro passato
remoto abbiano modellato l’evoluzione umana. Il pensiero intrigante è che
dobbiamo la nostra esistenza a piccole bande di sopravvissuti che riuscirono a
resistere durante cataclismi di proporzioni epiche o che semplicemente decisero
di spostarsi alla ricerca di risorse.
“Riteniamo vi possa essere una connessione tra questo evento climatico - ovvero il nuovo aumento dei livelli dei laghi, a seguito di questa intensa siccità – e l’ordine di accrescimento nella dimensione dei primi umani moderni” sostiene Scholz.
“Ed inoltre, vi potrebbe essere una connessione con l’esodo dei primi umani moderni dall’Africa.”
“E’ stato riconosciuto che la distinzione in specie degli ominidi fosse controllata da fattori ambientali – meteorologici, come i mutamenti di lungo periodo nella desertificazione in Africa o il drammatico aumento della variabilità nelle condizioni climatiche, come precipitazioni, temperature, venti.”