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Fonte: http://www.liutprand.it/Navatla.htm
Nave di Atlantide nel grande ERG orientale?
Di Alberto Arecchi
RITROVATA DAL SATELLITE UNA NAVE DI ATLANTIDE?
Uno strano oggetto appare nelle foto satellitari di Google Earth, in un punto del Grand Erg orientale, nel profondo sud dell’Algeria, verso est, in direzione della Tunisia e di Ghadamès, dove secondo le mie ricerche c'era il gran lago che "affondò" Atlantide con la tracimazione delle proprie acque.

Le coordinate geografiche dell'oggetto semisepolto nelle
sabbie sono: 31°01'25" N - 7°58'32" E.
La località si trova in prossimità dei campi petroliferi denominati Rhourde el
Khrouf, in corso di sfruttamento, a non grande distanza da Rhourde El Baguel (un
centinaio di km verso Sud-est, in direzione del confine tunisino). Rhourde El
Baguel è per importanza il secondo giacimento petrolifero dell'Algeria, ragion
per cui la presenza umana nella zona non è così rarefatta come si potrebbe
pensare, quando si parla di "gran deserto di sabbia", ma è una zona con piste
d'atterraggio e con un certo passaggio di auto fuoristrada.
Ecco perché nei dintorni si vedono piste, casupole e tracce di autoveicoli.
La misteriosa forma affusolata, molto simile ad una chiglia di nave rovesciata,
è inserita quasi in diagonale all'interno di altre tracce (formate da due linee
parallele) che formano un ampio rettangolo (dimensioni di circa 120 x 200 m) e
s'interrompono verso Nord presso la cresta d'una duna. Dall'alto a destra di
questa specie di "recinto" provengono altre due tracce parallele che scavalcano
la cresta della duna, e sono con evidenza le tracce delle ruote d'un veicolo
fuoristrada. Anche quello che sembra un “recinto rettangolare” potrebbe essere
prodotto dalle tracce di fuoristrada che vanno dritto, anziché zigzagare... il
passo tra le ruote è esattamente identico, come si può notare dall'esame
dell’altra traccia che scavalca la duna.

L'oggetto appare in rilievo, in una leggera depressione
scavata dal vento lungo i lati della punta.
Si direbbe trattarsi d'un lungo oggetto affusolato, affondato nella sabbia
all'estremità in basso a sinistra e sollevato all'estremità verso l'alto a
destra della foto (ossia N-E). Occorre infatti tener conto che l'illuminazione
solare della foto proveniva da Sud-est, ossia da destra in basso. L’oggetto dev’essere
costituito da materiali abbastanza robusti da averne impedito la deformazione,
nonostante una prolungata esposizione agli agenti atmosferici ed alle azioni
corrosive dei venti del deserto.
La foto satellitare risale al 20 gennaio 2005.

L'oggetto è segnalato sulla cartografia di Google Earth col
seguente tag: "ancient alien spacecraft - I found this crazy thing in the desert
of Algeria. I have no idea what this it but it looks great. found date:
19.07.2006 found by: minel72 forum-id: http://www.googleearthhacks.com/forums/showthread.php?t=7604".
Secondo la persona che l'ha segnalata (che si qualifica con lo pseudonimo
“minel72”), la "matita", lunga circa un centinaio di metri, potrebbe essere un
oggetto di provenienza aliena... non potrebbe invece essere un'antica nave?
Il manufatto appare chiaramente artificiale, ancorché l'ipotesi extraterrestre
appaia azzardata. Il relitto non ha tuttavia per nulla l'aria di un manufatto
"moderno".
Se fosse una struttura militare, avrebbero provveduto ad oscurarla su Google
Earth, come altre... Sul fondo di quello che fu, sino al 1200 a. C., uno dei più
grandi laghi che circondavano l'area del bacino Mediterraneo, possiamo supporre
che si tratti proprio del relitto della carena d'una nave, e d'una nave
dell’antico popolo dei Tjehenu che popolava quest'area e che le mie ricerche
fanno identificare come "il popolo di Atlantide".
Il calcolo delle quote dà come risultato una lunghezza dell'oggetto misterioso,
sepolto nelle sabbie, di 100 metri, da punta a punta.
Si tratterebbe quindi di una nave piuttosto lunga, ma ho altresì scoperto che
delle navi "minoiche" (le più vicine alla cultura della nostra Atlantide, per
l'epoca e per lo stile) non si conoscono misure precise, dato che nessun relitto
è stato trovato in condizioni adeguate per misurarle.

La presenza d'un relitto di tali dimensioni nel gran lago interno si giustificherebbe non tanto con esigenze legate alla navigazione, quanto piuttosto con ragioni cerimoniali. Si veda a tale proposito il celebre dipinto rupestre di Jabbaren, con le offerte cerimoniali e la veduta della barca nel lago, del quale accludo la riproduzione.
Si ringraziano gli amici di Liutprand per la gentile concessione e si segnalano altri articoli relativi: